Produrre energia attraverso le fonti fossili usate tradizionalmente ha notevoli impatti sull'ambiente: ad esempio l'utilizzo di gasolio e olio combustibile, ricchi di zolfo, genera biossido di zolfo (o anidride solforosa), altamente inquinante; qualsiasi combustione inefficiente, anche di benzina, provoca la formazione di ossido di carbonio (CO2).
Del tutto diversi gli effetti dell'impiego di fonti rinnovabili:
- Energia fotovoltaica: in fase di esercizio l'impatto di un impianto si limita all'occupazione di superficie, il che lo rende particolarmente adatto all'ambiente urbano
- Energia da biomassa: poiché la quantità di anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione è sempre equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa, non si ha alcun contributo netto all'aumento del livello di CO2 nell'atmosfera e nessun contributo all'effetto serra
- Energia eolica: l'impatto di un parco eolico dipende da fattori come occupazione del territorio, variazione del paesaggio, emissioni acustiche, interferenze elettromagnetiche, disturbo della fauna.
In realtà, l'occupazione del suolo di fatto non esclude gli altri usi del territorio, perché solo l'1-2% del terreno occupato dalla wind farm è materialmente indisponibile per l'esistenza stessa delle macchine. Inoltre, i parchi eolici sorgono generalmente in zone scarsamente abitate.
Fattori fortemente positivi sono invece la produzione di energia da immettere direttamente sulla rete locale e la disponibilità di potenza direttamente vicino ai centri di carico locali: si riduce quindi la quantità di energia da trasportare sulle linee di trasmissione. Soprattutto, gli impianti eolici, insieme a quelli idroelettrici, sono gli unici in grado di sostituire quote significative di impianti basati su fonti fossili, contribuendo alla riduzione delle emissioni inquinanti responsabili dell'effetto serra.
- Energia idroelettrica (mini-idro): l'energia idroelettrica davvero "ecologica" non è quella prodotta nelle grandi centrali dalle dighe gigantesche, che spesso alterano l'ecosistema in cui sono inserite. Oggi la preferenza viene infatti accordata ai piccoli impianti mini-idro.
A parità di energia prodotta, rispetto a una centrale a carbone, un impianto idroelettrico che genera 6 GWh, ogni anno permette di ridurre l'emissione di anidride carbonica di 4.000 tonnellate equivalenti di petrolio (corrispondente al petrolio che sarebbe stato necessario utilizzare per produrre la stesse quantità di energia con il ricorso ai combustibili fossili).
L'impatto ambientale degli impianti, anche in questo caso, è legato alla trasformazione del territorio e alla derivazione o captazione di risorse idriche da corpi idrici superficiali, e varia in misura notevole a seconda che si tratti di impianti a bacino o meno.
- Energia geotermica: considerando che nel 2005 la produzione di energia elettrica da fonte geotermica in Italia è stata di circa 5.324 GWh e che per ogni kWh prodotto da una centrale tradizionale vengono emessi 0,55 kg di CO2, si può stimare che le emissioni evitate sono state pari a 2.928.200 tonnellate di CO2. L'impatto ambientale dello sfruttamento dell'energia geotermica riguarda principalmente l'aspetto paesaggistico-naturalistico e l'inquinamento acustico (limitato però al periodo delle perforazioni), oltre alle eventuali microsismicità (causata dalla reiniezione di fluido nel sottosuolo) e subsidenza (abbassamento del livello dei terreni superficiali in seguito alla sfruttamento di un campo geotermico).

[Fonti]
- Ministero dell'Ambiente
- ISES (International Solar Energy Society)
- ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)

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