La produzione di energia è il primo passaggio nel processo che porta dalla trasformazione dell’energia presente in natura alla sua disponibilità per l’utilizzo da parte del consumatore finale.
Non si tratta quindi una vera e propria creazione ex novo, ma di una sua trasformazione da una forma all’altra.
- Nel caso dell’energia elettrica, la sua produzione avviene nelle centrali di generazione, ancora oggi strutture di tipo industriale, dove l’energia di una fonte primaria (tradizionalmente fossile, come il carbone o l’olio combustibile) viene trasformata in elettricità, per essere quindi immessa sulla rete di trasmissione e poi distribuita fino ai consumatori finali.
Purtroppo, le centrali tradizionali, termoelettriche, hanno un notevole impatto ambientale, sia in termini di emissioni inquinanti sia in termini di occupazione del territorio.
- La diffusione di una nuova sensibilità ambientale, la crescente scarsità di fonti primarie e la maggiore consapevolezza della necessità di uno sviluppo che tenga conto delle ripercussioni a lungo termine di scelte e politiche industriali hanno portato a una maggiore attenzione e a significativi investimenti nei confronti di fonti energetiche alternative, il cui impiego non comporta emissioni inquinanti.
Poiché, si è detto, non si attua mai una vera e propria produzione di energia, quanto piuttosto una sua trasformazione da una forma all’altra, un uso consapevole e intelligente dell’energia dovrebbe fondarsi soprattutto sulla scelta della forma di energia più adatta al proprio scopo e sull’eliminazione dei suoi sprechi.
Nei contesti in cui è necessario disporre di calore (energia termica), ad esempio, è meglio generarlo direttamente, piuttosto che tramite l’elettricità, dal momento che l’energia elettrica è a sua volta generata da energia termica: il passaggio calore-elettricità-calore richiede una doppia trasformazione, non solo inutile ma anche responsabile di perdite nell’energia complessiva disponibile.