L’energia elettrica che comunemente usiamo per lavorare o per compiere le più banali attività arriva fino ai luoghi di consumo direttamente dalla rete di distribuzione: basta accendere un interruttore per averla disponibile. È energia sempre presente sulla rete di trasmissione e distribuzione, dove è stata immessa direttamente dagli impianti di produzione, e non può essere accumulata o in qualche modo stoccata.
La vendita di energia, quindi, non può riferirsi a una parte determinata e distinta di elettricità che un fornitore cede a un consumatore, ma piuttosto a una quantità complessiva di kWh che il cliente utilizza e che sono stati immessi in rete dal suo fornitore, perché li ha prodotti direttamente in impianti di produzione propri, oppure perché è titolare della loro importazione da un Paese estero.
Sul piano pratico, la vendita di energia si traduce nell’elaborazione e nella proposta al mercato di formule di prezzo diversificate, più o meno vantaggiose per le diverse tipologie di impiego. L’elaborazione di queste soluzioni, che danno corpo a “prodotti” paragonabili a quelli ormai comuni nel settore delle telecomunicazioni, deve tenere conto da un lato delle esigenze specifiche dei vari clienti, dall’altro della diversa disponibilità di elettricità in rete, quindi del suo diverso costo, ad esempio nelle diverse ore della giornata, piuttosto che nei diversi giorni dell’anno, infine della diversa incidenza di tasse e oneri di sistema sui diversi tipi di impiego finale.
In Italia, il concetto di “prodotto elettrico” è ancora piuttosto recente e si è fatto strada solo in seguito all’allargamento del mercato libero a tutti i clienti non privati, anche se – come nel caso dei liberi professionisti – i loro consumi sono di fatto piuttosto contenuti.
Si è infatti dovuto prima affermare il passaggio dal concetto di energia come commodity, uguale per tutti e indifferenziata, erogata in un regime di monopolio, a quello di energia come bene o servizio come gli altri, da poter scegliere sulla base dei vantaggi offerti e delle esigenze di impiego.